La dimensione interculturale: un percorso di formazione degli insegnanti della Versilia

         La scuola italiana da tempo ha scelto di adottare la prospettiva interculturale come dimensione trasversale  che attraversa tutte  le discipline e tutta la formazione. Tale prospettiva per potersi affermare deve configurarsi come  spazio di arricchimento del potenziale cognitivo di ogni allievo e di orientamento sul piano degli atteggiamenti e dei comportamenti di tutti.  Scegliere l’ottica interculturale significa, quindi, “non limitarsi a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati, né a misure compensatorie di carattere speciale”.

               Si tratta, invece, di assumere la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). E all’interno di questa prospettiva le linee d’azione che il MPI ha già avviato con successo, oltre a pratiche efficaci di accoglienza e inserimento, troviamo percorsi specifici di Italiano come seconda lingua, la valorizzazione del plurilinguismo, l’attenzione al rapporto con le famiglie degli allievi e più in generale interventi relativi alle relazioni a scuola e nel tempo extrascolastico, alle discriminazioni e i pregiudizi.

                Un ulteriore duplice impegno pensiamo che vada fatto sia per una maggiore centralità delle risorse professionali del personale nelle sue diverse articolazioni (dirigenza, docenza e personale non docente), sia per consentire  prospettive interculturali anche nei saperi e nelle competenze. In particolare, una rinnovata visione della formazione degli insegnanti è necessaria in quanto segna la tendenza verso il superamento di forme prevalentemente informativo-culturali o estetiche della formazione, per rivolgersi ad intenzionalità di formazione critica, in grado di sollecitare un ripensamento  complessivo della scuola e della sua funzione.

 

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Sguardi

ll progetto SGUARDI, intende fornire un'opportunità di educazione permanente e di socializzazione attraverso percorsi personali di apprendimento con la modalità dei circoli di studio. Le linee guida sulle quali si svolgeranno il periodo di autoformazione e gli incontri guidati da esperti saranno:

  • la condivisione fra gruppi di lavoratrici e lavoratori dei diversi Paesi presenti nel territorio provinciale sul significato e sul valore che le diverse culture assegnano al lavoro;
  • la riflessione sul diritto al lavoro svolto in sicurezza come mezzo di realizzazione personale e di partecipazione attiva alla costruzione della società;
  • l'attenzione rivolta al contesto socio economico locale come presa di coscienza della realtà nella quale i partecipanti si muovono e con la quale attivare un dialogo positivo.

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Progetto "3i"

(da: B.2.1.1 esigenza che si intende affrontare)

L'associazione FOREDA, in buona parte dei suoi componenti è composta da insegnanti e ex insegnanti che da decine di anni sono a contatto con i problemi della scuola. Ne conoscono le tematiche, il disagio che si manifesta tra i ragazzi, le difficoltà delle famiglie con i figli adolescenti. Nel corso della loro carriera hanno affinato la sensibilità ai problemi e la reattività agli stessi. Contro i quali hanno cercato strategie adeguate. Riconoscono l'importanza della famiglia nel processo educativo, e le difficoltà che incontrano. In particolare le famiglie culturalmente deprivate. Fra queste sono sicuramente incluse quelle degli immigrati. Che risultano illetterate relativamente alla lingua e alla cultura del nostro Paese. L'esperienza acquisita nell'EDA, inoltre, ha permesso di tracciare, come su un piano cartesiano, le coordinate del disagio che colpisce non solo i ragazzi a scuola, ma anche le famiglie in difficoltà con... le difficoltà dei figli a scuola. Che non hanno risposte. Né la società ha elaborato tecniche o metodiche per venire incontro a queste famiglie. I ragazzi bocciano e tristemente abbandonano il percorso scolastico. Parlano i numeri trasmessi da ISFOL e da INPS: il 22% contro una media europea inferiore al 15%. Oltre 126.000 in numeri assoluti. Il risultato sono manovali, garzoni, apprendisti-bambini senza qualità. Lavoratori deboli di conoscenze e di potere contrattuale. Sedici, diciassettenni candidati ad arrancare per sempre nel mercato del lavoro. Futuri uomini che svolgeranno lavori dequalificati e, spesso, privati di un futuro. Abbiamo focalizzato l'attenzione sulle famiglie immigrate perché in Toscana i numeri dicono che i ragazzi che si presentano per la certificazione delle competenze per accedere al monoennio professionalizzante e che abbandonano i percorsi scolastici, quasi nel 90% dei casi sono ragazzi immigrati. Intendiamo rivolgerci a questa fascia di popolazione che si rivela più debole di altre. E alle loro famiglie per superare il divario che impedirebbe l'accesso alle informazioni e agli strumenti necessari per programmare i percorsi personali di studio e il loro futuro.

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Life

Le trasformazioni in atto nell'area metropolitana fiorentina, deriva da una serie di motivazioni che sono oggetto di confronto e patrimonio comune di quanti guardano con attenzione alla società stessa. E' immediatamente percepibile, anche a uno sguardo rapido, dal cambiamento dei colori, delle fogge, dei comportamenti, l'articolata multietnicità che caratterizza questo territorio nel quale ormai si sono consolidate popolazioni provenienti da diverse parti del mondo. In un contesto di globalizzazione di persone e di prodotti è necessario intervenire per evitare l'inquietante senso di assedio che ne può derivare e i conseguenti fenomeni di rifiuto che rischiano di svilupparsi; diventa indispensabile avviare processi di vera integrazione. Confronti con le maggiori associazioni attive nel sociale, con le associazioni di volontariato, ma anche con il mondo della scuola, confermano il bisogno dei gruppi etnici presenti nel territorio di interventi specifici che favoriscano l'apprendimento della lingua e la conoscenza delle tradizioni e della cultura che caratterizza il nostro Paese.. Nello stesso tempo affermano l'urgenza di attivare interventi che favoriscano l'integrazione e la coesione per impedire la formazione di fenomeni di esclusione sociale che rappresentano una minaccia per l'intera società.

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Per un adulto cittadino

Il problema che è stato rilevato, e che il progetto intende affrontare, riguarda i bisogni formativi delle famiglie composte da cittadini extra-comunitari residenti nell'area della Garfagnana e viene incontro alle esigenze per una corretta integrazione. L'obiettivo è di intervenire a tutto tondo nell'ambito familiare. A partire dalla conoscenza della lingua italiana a fornire le famiglie delle indicazioni essenziali per aiutare i propri figli in ambito scolastico e sociale, ddi impossessarsi delle conoscenze per venire a conoscenza di opportunità lavorative. Si tratta di proporre degli strumenti perché gli immigrati possano attivare quei percorsi di corretta genitorialità che permette a loro stessi e ai loro figli di superare il disagio di doversi confrontare con una società che ha tradizioni, visioni educative e relazionali diverse dai Paesi di provenienza.

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Cittadino extr@ 1

Il progetto nasce dai bisogni espressi dagli immigrati nel nostro Paese che non sono in possesso delle competenze linguistiche necessarie ad un corretto inserimento nella società. Attraverso un percorso nei territori della lingua italiana ci si propone di trasmettere le competenze di base relative alla cittadinanza attiva, ad un primo approccio agli strumenti informatici e al rapporto con le istituzioni, con il territorio e con le opportunità che queste offrono.

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Dedalo

Il problema che è stato rilevato, e che il progetto intende affrontare, riguarda i bisogni formativi dei lavoratori extra-comunitari residenti nell'area fiorentina e l'esigenza delle imprese di disporre di manodopera qualificata costituita di persone competenti capaci di interagire con il contesto aziendale. Gli immigrati residenti nel comune di Firenze e nel suo hinterland, in base ai dati censuari bilanciati dalle rivelazioni anagrafiche, costituiscono l'8% della popolazione. Le rilevazioni ISTAT e dell'Osservatorio Regionale del Lavoro del 2004, calcolano che circa il 13% della forza lavoro del capoluogo sia costituita da manodopera immigrata, di cui circa il 52% rappresentato da donne. Le aziende mettono in evidenza, tramite le richieste giunte alla C.N.A., un deficit nella preparazione di base degli immigrati, pur presenti in Italia da lungo tempo. Si tratta di lacune linguistiche e di tipo professionale legate anche a mancate competenze nell'impiego di supporti tecnologici che impediscono l'apprendimento di ulteriori competenze professionali da erogare successivamente sui luoghi di lavoro e che permetterebbero più stabili e soddisfacenti collocazioni in ambito lavorativo. Il superamento di queste lacune è necessario per venire incontro ai bisogni di innovazione tecnologica delle aziende artigiane fiorentine e del comprensorio locale. Sulla base di questa emergenza, che per altro non interessa solo la realtà fiorentina, è stata avviata l'elaborazione del presente progetto.

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Cittadino extr@ 2

Visto il successo del primo progetto e la risposta positiva avuta dalle comunità di immigrati nell'area coinvolta nel progetto, lo stesso è stato riproposto alla Provincia con modifiche che si sono rese opportune dopo la verifica sul campo, ma i bisogni espressi e gli obiettivi che si intendono raggiungere sono gli stessi.
Il progetto nasce dai bisogni espressi dagli immigrati nel nostro Paese che non sono in possesso delle competenze linguistiche necessarie ad un corretto inserimento nella società. Attraverso un percorso nei territori della lingua italiana ci si propone di trasmettere le competenze di base relative alla cittadinanza attiva, ad un primo approccio agli strumenti informatici e al rapporto con le istituzioni, con il territorio e con le opportunità che queste offrono.

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Cittadino extr@ 3

E' il naturale proseguimento delle due edizioni precedenti. La compattezza del partenariato e l'effettiva presenza dei bisogni sul territorio ha suggerito di proporre ancora la stessa modalità che ha caratterizzato i corsi precedenti. Le modifiche apportate, nella sostanza non hanno alterato la struttura dell'impianto formativo e gli obiettivi.
Il progetto nasce dai bisogni espressi dagli immigrati nel nostro Paese che non sono in possesso delle competenze linguistiche necessarie ad un corretto inserimento nella società. Attraverso un percorso nei territori della lingua italiana ci si propone di trasmettere le competenze di base relative alla cittadinanza attiva, ad un primo approccio agli strumenti informatici e al rapporto con le istituzioni, con il territorio e con le opportunità che queste offrono.

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Salute

La trasformazione in atto nella società italiana in generale e, nello specifico, nel territorio del Mugello, deriva da una serie di motivazioni che sono oggetto di confronto e patrimonio comune di quanti guardano con attenzione alla società stessa. E' immediatamente percepibile, anche a uno sguardo rapido, dal cambiamento dei colori, delle fogge, dei comportamenti, l'articolata multietnicità che caratterizza questo territorio nel quale ormai si sono consolidate popolazioni provenienti da diverse parti del mondo. In un contesto di globalizzazione di persone e di prodotti è necessario intervenire per evitare l'inquietante senso di assedio che ne può derivare e i conseguenti fenomeni di rifiuto che rischiano di svilupparsi; diventa indispensabile avviare processi di vera integrazione. Confronti con le maggiori associazioni attive nel sociale e presenti sul territorio, con la Comunità Montana, il CTP, il CRED, FOREDA che opera a livello regionale nell'EDA, con le associazioni di volontariato, ma anche con il mondo della scuola, con le associazioni datoriali confermano il bisogno di mano d'opera importata, necessaria per lavori e mansioni che i lavoratori italiani, in qualche modo, rifiutano. Nello stesso tempo affermano l'urgenza di attivare interventi che favoriscano l'integrazione e la coesione per impedire la formazione di fenomeni di esclusione sociale che rappresentano una minaccia per l'intera società.

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Progetti realizzati nell'ambito della multiculturalità

TITOLO

ANNO di REALIZZAZIONE

CAPOFILA

PARTNER & sostenitori

RUOLO FOREDA

1. Life

Misura C4

2004 -05

Comune di Firenze

Base di S. Lorenzo

Foreda

Partner:

tutorato, relazione finale

collaborazione nella compilazione della griglia per il riconoscimento di competenze

Rendicontazione in quota parte

2. Per un adulto cittadino

Misura C4

Provincia di Lucca

2004- 2005

 

Proteo

Associazione Ghibli

Foreda

Partner:

Docenze, coordinamento

Relazione di valutazione

Rendicontazione in quota parte

3. Cittadino Extr@1

Misura C4

Determina n. 1352 del 02.08.2004

 

CTP Lastra a Signa

 

Partner

Foreda Toscana

CTP Lastra a Signa

CRED- Comune di Scandicci

Tk Consultant

ISIS “Russell-Newton”

Partner:

Progettazione

Tutorato, relazione finale

Rendicontazione in quota parte

 

4. Dedalo

Misura C4

Matricola FI 20060448

2006

Ambiente Impresa

Partner attuatore

FOREDA toscana Sostenitori 1: Comune di Firenze; CNA Provinciale; SPEF

AUSER

Partner:

Progettazione

Docenze, coordinamento e gestione, monitoraggio, relazione di valutazione

Rendicontazione in quota parte

 

5. Cittadino Extr@2

Misura C4

2006 - 2007

 

CTP Lastra a Signa

 

Partner

Foreda Toscana

CTP Lastra a Signa

CRED- Comune di Scandicci

Tk Consultant

ISIS “Russell-Newton”

Partner:

Progettazione

Tutorato, Monitoraggio e relazione finale di valutazione

Rendicontazione in quota parte

 

6. Cittadino Extr@3.

Misura C4

Matricola FI20071911

 

CTP Lastra a Signa

 

Partner

Foreda Toscana

CTP Lastra a Signa

CRED- Comune di Scandicci

Tk Consultant

ISIS “Russell-Newton”

Partner:

Progettazione

Tutorato, monitoraggio e relazione finale di valutazione

Rendicontazione in quota parte

 

7. Salute

Misura C4

2004 - 2005

Coop. Proforma

Partner

FOREDA Toscana

Istituto “Giotto Ulivi”

ENAIP TFL

Comunità Montana

Università 3° età

Progetto Accoglienza

Individuazione bisogni, progettazione; Docenze, Monitoraggio e Valutazione dei risultati, Gruppo di direzione

Rendicontazione in quota parte

 

8. “3i”

Provincia di Firenze con determina n 2174 del 30/06/2010

FOREDA

Partner:

Istituto “D. Alighieri”

ProgettoArcobaleno

ENAIP TFL

Sostenitori:

Q. 5 – Firenze

Q. 3 Firenze

SDIAF - Firenze

Istituto Antoniano - FISM

Individuazione bisogni, progettazione;gestione e coordinamento dei partner, docenze, monitoraggio e valutazione dei risultati. Rendicontazione generale