A.Scuo.La

La cultura del lavoro è parte integrante di tutti gli aspetti della vita quotidiana e professionale e l'attività scolastica, nel suo insieme, offre spazi e preziose opportunità per sviluppare i temi del diritto al lavoro, della modalità per un corretto accesso, delle opportunità che il territorio offre. Temi che possono essere promossi attraverso un corretto processo di integrazione nei percorsi di istruzione che conduca gli studenti a conseguire una mentalità "adulta".

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Progetto A.SCUO.LA

FSE 2007 - 2013 - POR. OB.  “Competitività regionale e Occupazione”  -

ASSE IV Capitale umano

Realizzazione di percorsi formativi nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro

Progetto A.SCUO.LA

Foreda Toscana, all’interno del progetto A.SCUO.LA, ha svolto diverse attività. La progettazione, per la quale è stata prodotta una relazione specifica, e interventi formativi affidati direttamente all’agenzia, a seguito di decisioni condivise dal Comitato di Gestione dell’ATS. Questi sono:

  1. A.      La realizzazione di un percorso di “Tutor di rete” (Denominazione del corso: Tutor di rete matricola n. 2012FI3314)
  2. B.      L’organizzazione e la gestione di due percorsi formativi di “Tutor scolastico” presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”
  3. C.      L’organizzazione e la gestione di un percorso formativo di “Tutor Scolastico” presso l’Istituto “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo
  4. D.      L’organizzazione e la gestione di un percorso formativo di “Tutor scolastico” presso l’Istituto paritario “Cavour-Pacinotti”
  5. E.       L’organizzazione  e la gestione di un percorso formativo di “Tutor per l’Impresa Formativa Simulata ”  presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”
  6. F.       L’organizzazione  e la gestione di due percorsi formativi di “Tutor per l’Impresa Formativa Simulata ” presso l’Istituto “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo
  7. G.     L’organizzazione  e la gestione di un percorso formativo di “Tutor per l’Impresa Formativa Simulata ”  presso l’Istituto Giuseppe Peano
  8. H.      L’organizzazione  e la gestione di quattro percorsi formativi di “Tutor aziendale” 

Si è trattato di un impegno che ha richiesto energie, capacità organizzative, una costante collaborazione con i partner del progetto, siano stati gli istituti scolastici o agenzie formative.

1.  Il Tutor di rete

All’inizio di questo impegno c’è stato il bando e la pubblicità per la figura del “Tutor di rete”,  necessari all’individuazione dei partecipanti. È stata la prima azione. La diffusione con mezzi cartacei e informatici,  le azioni di sollecitazione della domanda hanno sortito degli effetti positivi, tanto che sono stati reperiti iscritti in un numero sufficiente per completare il gruppo-classe previsto dal progetto. Un compito non facile, tenuto conto della difficoltà di far capire ai potenziali utenti il ruolo di una figura professionale che appariva per la prima volta nel tessuto formativo della provincia.

Riteniamo che il tutor di rete sia, di fatto, la figura sulla quale dovrà fondarsi l’azione per un corretto radicamento della Alternanza Scuola-Lavoro sul territorio; il collante necessario per collegare scuola e imprese. Pensiamo di essere riusciti nel nostro intento poiché  undici (vale a dire il 91,66% dei partecipanti) su dodici iscritti hanno superato l’esame. Questo era relativo era finalizzato al  riconoscimento dell’AdA 231 tratta dalla figura di Tecnico delle attività di analisi dei fabbisogni formativi, della progettazione di interventi formativi e della predisposizione di misure di accompagnamento (23) del repertorio dei Profili Professionali della Regione Toscana.

Il percorso formativo, di 75 ore, ha proposto dei temi impegnativi per la complessità della figura professionale che dovrà acquisire conoscenze e competenze nei due macro sistemi della scuola e della realtà produttiva del territorio, dovrà possedere gli strumenti per organizzare le attività e per mediare il dialogo tra i due.   Era iniziato il 19 febbraio 2014 e si è concluso il 13 giugno dello stesso anno, si è tenuto presso la sede dell’agenzia. Conoscenze e capacità da raggiungere sono state estrapolate dalla figura professionale, come precisato sopra:  

      Conoscenza e capacità di organizzare materiali per realizzare progetti di transizione tra scuola e lavoro, tra istruzione e formazione, all’interno di diversi ordini di scuole;

      Conoscenza del territorio e capacità di interagire con gli attori dello stesso e di valorizzare l’educazione degli adulti;

      Conoscenza e capacità di dialogo con le parti sociali e con il mondo della scuola;

      Conoscenza e capacità di impostare tecniche di orientamento, di coaching, di empowerment rivolte a giovani che si affacciano al mercato del lavoro;

      Capacità di impostare lavori di gruppo; 

      Conoscenza e capacità di monitorare il proprio lavoro, la collaborazione con altri e di darne un’adeguata valutazione. 

  I relatori provenivano dal mondo universitario per quanto atteneva a un’impostazione teorica funzionale a un solido inquadramento di tipo pedagogico e culturale; dalle parti sociali:  Confindustria, Ente Bilaterale per il Turismo, CNA e dalla cooperazione per un ampio panorama sul territorio e su quanto questo è in grado di offrire; dal mondo delle professioni per un collegamento stretto al lavoro; dalla scuola per conoscerne l’organizzazione, le corrette relazioni da adottare per una comunicazione efficace; non è mancato il coinvolgimento dei Centri per l’impiego, per conoscere la loro funzione e organizzazione; esperti psicologi hanno presentato una iniziale esplorazione della psicologia adolescenziale e degli strumenti utili per avviare i giovani studenti alla ASL quali l’orientamento, il mentoring, il coaching, l’empowerment, dispositivi da conoscere meglio e da affinare in fase di realizzazione delle attività.  Infine, esperti hanno introdotto i documenti istituzionali e le leggi che regolano l’alternanza con un’attenzione particolare al tutor di rete e le implicazioni che prevede con le istituzioni preposte.

Le valutazioni rilasciate dalla commissione di esame che si è tenuto il 1 luglio 2014 variano tra gli 80 e i 98/100mi.  

Quanto hanno espresso i partecipanti al termine del percorso manifesta il raggiungimento degli obiettivi predefiniti in fase di progettazione. Non solo per i risultati formali ottenuti durante la verifica finale, ma piuttosto per l’interesse e la motivazione che li ha spinti, una volta terminate e attività formative,  a dare vita a un gruppo di lavoro per organizzare una start up di impresa, ad organizzare un sito nel quale mantenere vive le tematiche affrontate. L’obiettivo che i partecipanti si sono prefissi è la sensibilizzazione sia del mondo della scuola che di quello imprenditoriale a questa nuova figura. Punto di riferimento è l’agenzia Foreda Toscana che ha ospitato il gruppo per i loro incontri, per approfondire aspetti e possibilità che il territorio può offrire.  

  1.  “Tutor scolastico” - Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”

Ai due percorsi per tutor scolastico presso il liceo “Leonardo da Vinci” hanno aderito un iniziale gruppo di insegnanti del liceo stesso; altri docenti sono stati coinvolti dall’agenzia, fino al completamento dei diciotto posti disponibili. Provenivano dal classico “Dante Alighieri” e da diversi indirizzi (Ragioneria, Istituto Aeronautico, Istituto per Geometri)  dell’ omonimo Istituto paritario.  

Articolati in quaranta ore ciascuno, sono stati realizzati nei locali messi a disposizione dalla Dirigenza,  con incontri di quattro ore, nel rispetto del calendario scolastico e degli impegni professionali dei docenti previsti al di fuori dell’orario delle lezioni. Oltre ai docenti hanno partecipato anche la DSGA che ha ritenuto opportuno avere delle informazioni coerenti per svolgere in modo appropriato il proprio lavoro nel collegamento con le aziende e supportare gli insegnanti nel loro impegno organizzativo. Iniziati il 21 e il 23 Gennaio 2014, si sono conclusi rispettivamente il primo e il tre  aprile 2014. 

Anche per queste attività sono stati individuati relatori provenienti dal mondo accademico per una rivisitazione e una riflessione condivisa degli aspetti didattico-pedagogici che la figura di tutor scolastico richiede; dal mondo aziendale per attivare un dialogo corretto tra le imprese e la scuola e infine esperti con conoscenze relative alla normativa e alla legislazione prevista.

Il liceo “da Vinci” ha già avuto esperienza di stage con diverse enti e istituzioni pubbliche e del privato sociale del territorio. Ha delle convenzioni attive con  l’ospedale Meyer, il Polo museale fiorentino, il laboratorio di microbiologia della AOUSL di Careggi, la Misericordia, il CESVOT. Coinvolge diverse decine di studenti della scuola, ma ha difficoltà a dotarsi di un’impostazione  organica e strutturata. Le insegnanti che si sono dedicate a questa attività hanno puntato sull’orientamento iniziale che viene svolto al di fuori dell’orario scolastico, nelle ore pomeridiane. I risultati sono apprezzabili. Ma loro per prime lamentano un mancato coordinamento con le discipline scolastiche, denunciano uno scollamento tra apprendimento scolastico e apprendimento in situazione. Quasi che lo stage sia un’attività parallela con una scarsa e non significativa ricaduta sull’apprendimento e sulla valutazione che potrebbe conseguirne.

I percorsi formativi proposti si sono collegati a queste attività già in essere che presentano aspetti positivi, con l’obiettivo di valorizzarle. Su queste sono state impostate riflessioni e studi per verificare come  l’Alternanza Scuola Lavoro possa/debba intervenire in quei segmenti sui quali gli insegnanti rilevano le maggiori criticità.  Il consenso si è coagulato intorno ad alcuni obiettivi condivisi:

-          arricchire la formazione dei percorsi scolastici con l'acquisizione di competenze spendibili nel  mercato del lavoro, grazie alle nuove competenze dei docenti;

-          favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali con l’aiuto di chi conosce per esperienza il mondo del lavoro;

-          realizzare un organico collegamento della istituzione scolastica con il mondo del lavoro e la società civile,  correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio (cfr. Decr. Leg.vo 77/05).

Durante il periodo di formazione sono stati tracciati due progetti di alternanza, uno per ciascun gruppo sui quali i docenti si sono ripromessi di continuare a lavorare per trasformarli in progetti operativi e farne oggetto di  confronto con i colleghi nei rispettivi consigli di classe. 

Gli insegnanti hanno concordato sulla validità dei percorsi - dei ventuno iscritti, diciotto hanno ottenuto l’attestato di frequenza che è stato consegnato in un incontro tra agenzia formativa e scuola  all’inizio dell’anno scolastico successivo. Quasi a siglare un impegno che desse continuità alla formazione e alla sperimentazione di percorsi di alternanza.  

Un’osservazione è emersa nell’incontro: il bisogno di concretizzare gli aspetti più teorici acquisiti per muoversi con sicurezza nel mondo delle aziende. In questa sede la funzione del tutor di rete è apparsa in tutta la sua rilevanza. Sarebbe stata auspicabile la presenza dei tutor di rete per dare un avvio a un lavoro condiviso. Purtroppo il bando provinciale, non prevede per questa figura forme contrattuali e/o incentivi economici che diano uno stimolo in più per dare vita a una rete reale e operativa sul territorio.  Superfluo notare che è l’aspetto più carente dell’intero progetto, di fronte al  quale anche la motivazione più forte è messa a dura prova. 

  1.    “Tutor scolastico” – Istituto  “Giotto Ulivi”

Un percorso analogo è stato realizzato presso l’Istituto “Giotto Ulivi” di Borgo san Lorenzo. Vi hanno preso parte anche diversi insegnanti che provenivano dal “Chino Chini”. Nessuna delle due scuole partecipa al partenariato che ha compone l’ATS del progetto A.SCUO.LA. La loro partecipazione è stata frutto dell’interessamento di Foreda che ha ritenuto opportuno coinvolgere anche altri Istituti della provincia per estendere un’esperienza che riteniamo essere fondamentale per uno sviluppo della scuola più aderente ai bisogni che emergono dalle aziende, per accrescere la motivazione degli studenti, per una formazione che non sia staccata dal mondo del lavoro.  

Al pari di altri istituti sia al “Chino Chini” che al “Giotto Ulivi”  vengono realizzate esperienze di stage nel settore dei servizi per l’agricoltura, dello sviluppo rurale, nell’ambito dei servizi socio-sanitari, per l’ospitalità alberghiera.  Anche in questo caso, tuttavia, è emersa la difficoltà nel passare dallo stage all’alternanza.

Nello sviluppo del percorso formativo abbiamo riteniamo utile distinguere tra queste due attività che spesso vengono assimilate,  ma che in realtà hanno caratteri del tutto diversi. Lo stage è un “Periodo di formazione e di apprendistato, dopo gli studi o prima di un’assunzione, che si trascorre in un ufficio, in un reparto, in una scuola o simili per imparare l’attività o la professione che vi si svolge” (Cfr. DISC. Dizionario Italiano Sabatini Coletti); altra cosa è l’alternanza scuola-lavoro: Modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro…. Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, …. possono presentare la richiesta di svolgere, con la predetta modalità e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa. (Art.1 comma 1 Dec. Leg.vo 77/2005 Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53).

È stato uno dei temi maggiormente dibattuti nel corso degli incontri. A fronte di esperienze già effettuate, esiste il rischio di assuefarsi a comportamenti e scelte che lasciano inalterato lo schema-scuola. Vale a dire la realizzazione di periodi di stage più o meno lunghi, ma che non modificano la forma mentis e la didattica di sempre. In questo modo l’esperienza lavorativa, anche se interessante e nutriente da un punto di vista culturale e professionale, non ha alcuna ricaduta sull’assetto scolastico in quanto il valore che le viene attribuito è modesto e inadeguato  rispetto a quanto produce in termini di crescita degli studenti. Una osservazione sulla quale hanno concordato i partecipanti al percorso formativo e che hanno cercato di individuare strategie e metodi con i quali coinvolgere i colleghi in attività innovative.

Nella gestione di questo corso non sono mancate criticità. La prima derivata dalla formulazione degli orari degli incontri perché vi convergevano insegnanti con orario mattutino e insegnanti delle serali.  Non sempre è stato possibile conciliare esigenze diverse. Inoltre si sono resi obbligatori dei cambiamenti in concomitanza delle scadenze del quadrimestre per  permettere la presenza alle riunioni nei vari consigli di classe. Aspetti riscontrati nella prima parte dello sviluppo del corso, successivamente, sono state individuate soluzioni adeguate per permettere la frequenza che il progetto richiedeva.  

  1. “Tutor scolastico” Istituto Cavour-Pacinotti

Con l’obiettivo di divulgare le nuove modalità didattiche che dovrebbero scaturire dalla pratica alternanza scuola-lavoro, è stato contattata la dirigenza dell’Istituto paritario Cavour-Pacinotti per conoscere l’interesse verso questi temi. La proposta ha ottenuto un risultato positivo, tanto che si è costituito un intero gruppo-classe di insegnanti che ha permesso di svolgere le attività formative all’interno dell’Istituto, nei locali messi a disposizione dalla dirigenza.  Al percorso formativo hanno aderito dieci  insegnanti e tutti hanno conseguito l’attestato di frequenza previsto.

Questo percorso merita una riflessione a parte data la giovane età delle partecipanti, anche in questo caso quasi esclusivamente di genere femminile, a confronto della media degli insegnanti delle scuole statali. Una considerazione sulla quale ci soffermiamo volentieri perché la metodologia dell’alternanza e la conseguente rivisitazione dei metodi tradizionali che segnano fortemente la scuola italiana avranno una possibilità di successo solo se le giovani leve dei nuovi docenti saranno coinvolte in modo attivo in una didattica che privilegi apprendimenti in situazione, in ambienti extrascolastici.      

Il corpo docente, i contenuti, le modalità didattiche espresse non si sono discostati da quelle applicate presso il liceo “Leonardo da Vinci”, se non nel loro adeguamento alla realtà specifica espressa dalle partecipanti.  Infatti, a differenza dei colleghi incontrati nei corsi precedenti, le insegnanti l’Istituto Cavour-Pacinotti non hanno mai avuto esperienza di stage o di alternanza. La mancanza di esperienze dirette è stato uno dei motori che ha suscitato interesse, curiosità e ha stimolato una partecipazione vivace. Tanto che al termine del percorso, con l’aiuto degli esperti,  è stato realizzato un progetto comune di alternanza da proporre al dirigente per verificarne l’attuazione nel corso del prossimo anno scolastico.

  1. “Tutor per IFS” - Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”

Su richiesta sia delle insegnanti interne del liceo sia dei docenti provenienti dalle altre scuole, presso il liceo “Leonardo da Vinci” è stato realizzato un percorso per Tutor scolastici per l’impresa simulata. Questo, nella fase di progettazione,  prevedeva i seguenti contenuti:

  • La struttura della IFS, le sue finalità e le potenzialità didattiche ed orientative
  • Panoramica approfondita sulle realtà produttive del territorio
  • Testimonianze di realtà operanti in IFS già operative sul territorio toscano
  • Testimonianze di soggetti pubblici e privati, espressione del mondo del lavoro e delle associazioni,  a partire da quelli presenti sull’area di riferimento della scuola
  • Dinamiche relazionali individuali e di gruppo da sviluppare nell’ambito delle  IFS

A questi si è attenuto il percorso che ha ottenuto apprezzamenti positivi da parte dei partecipanti,  sia per la metodologia applicata sia per i temi affrontati che sono stati ritenuti utili per le ricadute positive che potranno avere sugli studenti.

Rispetto al percorso per tutor scolastico, quello di tutor per l’IFS è più breve (trenta ore rispetto alle quaranta), ma non meno impegnativo perché afferisce a contenuti specifici che richiedono l’acquisizione di competenze trasversali rispetto alle singole discipline. La partecipazione è stata elevata e  scarso il numero di assenze. Durante lo svolgimento degli incontri sono stati distribuiti materiali e documenti legati ai temi trattati sia di produzione originale degli insegnanti-docenti, sia tratti dalla rete o individuati in esperienze svolte in altre regioni. 

Come meglio precisato e documentato nella scheda di monitoraggio e nel quadro riassuntivo in calce, la percentuale di successo è stata dell’88,88%.  In numeri assoluti, sui nove iscritti otto hanno completato il percorso fino a conseguire l’attestato. Ma può risultare utile ricordare che i percorsi di impresa simulata prevedevano un’utenza di sei partecipanti a ciascun corso.

  1. “Tutor per IFS” – Istituto  “Giotto Ulivi”

Al termine del percorso per la formazione del tutor scolastico, presso l’istituto “Giotto Ulivi”, anche su sollecitazione di alcuni dei partecipanti al precedente corso, sono state realizzate altre due attività formative per la preparazione di tutor per l’Impresa Formativa Simulata. Vi hanno partecipato docenti che provenivano dai due istituti di Borgo san Lorenzo: il Giotto Ulivi e il Chino Chini. Rispetto ai temi già espressi nell’analogo corso tenuto presso il Liceo Leonardo da Vinci sono state previste una focalizzazione sul tema delle competenze, in risposta a un’esigenza espressa dagli insegnanti. Questi riflettevano sul fatto che non può  essere ancora una didattica disciplinare l’asse portante per apprendimenti trasversali e quindi motivavano la richiesta per una didattica modulare. Con motivazioni analoghe richiedevano una più precisa attenzione al territorio del Mugello dove si svolge l’intervento educativo dell’Istituto.

Richieste che sono state condivise e, sulla loro base,  sono state impostate delle attività che rispettassero i contenuti espressi nel bando provinciale.  Durante gli incontri è stata ribadita l’esigenza, o meglio la necessità di un rinnovamento pedagogico in funzione dell’alternanza e come questa non può che passare dal superamento di una visione “disciplinarista” della  scuola a un’attività didattica che progetta e stimola l’ apprendimento per competenze.

L’impresa formativa simulata offre l’opportunità per una revisione in profondo della metodologia di insegnamento  che abbia un approccio fondato su una progettazione moduli didattici nei quali si proceda per competenze piuttosto che per contenuti disciplinari. Dei sedici insegnanti iscritti, quindici hanno completato il percorso e hanno conseguito l’attestato di frequenza previsto.  

  1. “Tutor per IFS” presso l’Istituto Peano

Un percorso analogo è stato realizzato presso l’Istituto Giuseppe Peano di Firenze. Sei gli iscritti. Nel rispetto del programma presentato nel progetto, i temi trattati sono stati distribuiti in tre unità formative che erano articolate in:  

1° Unità formativa: Sensibilizzazione, orientamento e strumenti relazionali  organizzate in:

conoscenze            

  • conoscenza di base del tessuto economico ed imprenditoriale dell’area della Provincia di Firenze, e dello specifico contesto territoriale di riferimento
  • attitudine alla cooperazione ed alla promozione della cultura d’impresa
  • metodologie didattiche attive e cultura tecnologica nel processo di apprendimento

           capacità:

  • sperimentare le dinamiche di gruppo e sviluppare il proprio ruolo all'interno della classe, migliorando nei ragazzi la fiducia e la consapevolezza di sé e delle proprie doti distintive
  • sviluppare nei docenti lo spirito di iniziativa, e potenziare le loro capacità di innovazione e creatività in un contesto professionale diverso

2°  Unità  formativa:  da Business idea al business plan:                                                           

conoscenze:

-          i problemi e le esigenze dell’economia fiorentina e dei singoli contesti

-          la definizione dei ruoli all'interno dell'impresa e le funzioni proprie di un’impresa reale.

capacità:

-          realizzare un collegamento tra la scuola, il mondo del lavoro e la società civile

-          promuovere nello studente la capacità di documentarsi ed acquisire gli strumenti per apprendere in maniera autonoma

3°  Unità formativa:  Gli adempimenti giuridici iniziali e l’attività gestionale:                 

conoscenze:

  • fondamenti della gestione d’impresa
  • elementi di diritto, economia e marketing
  • conoscenza e applicazione della metodologia learning by doing

capacità:

  • consentire agli allievi di operare nella scuola come se fossero in azienda
  • verificare la corrispondenza tra modello simulato e quello reale
  • programmare, condurre e monitorare le attività didattiche connesse alla simulazione di impresa

Tutti i sei iscritti hanno completato il percorso e hanno conseguito l’attestato di frequenza. Le valutazioni espresse circa il livello di gradimento sono decisamente positive.  

  1. “Tutor aziendali”

I quattro corsi per “tutor aziendali” si sono svolti presso l’Associazione Foreda in un arco di tempo piuttosto ampio: dal dicembre 2014 al giugno 2015, nonostante la brevità dei singoli percorsi ( sei ore ciascuno, come prevedeva il bando provinciale). Reperire e motivare lavoratori su un tema quasi del tutto ignorato, per di più in orario extralavorativo, ha presentato diverse difficoltà. Tuttavia, sebbene distribuiti in modo disomogeneo sui diversi percorsi,  hanno partecipato in ventiquattro tra dipendenti o dirigenti aziendali e lavoratori autonomi interessati a conoscere il tema proposto; provenivano da diversi settori produttivi: commercio, agricoltura, editoria, servizi, cooperazione nell’ambito produttivo e di beni e servizi.

Anche per questi operatori vale quanto è stato espresso per gli insegnanti e cioè che si è trattato di dissodare un terreno quasi vergine e quindi sarà ancora necessario lavorarlo prima di procedere a una semina e/o raccogliere dei frutti.

Contenuti degli incontri sono state le disposizioni di legge che normano l’alternanza, le difficoltà oggettive e potenziali che le aziende incontrano nella realizzazione dei percorsi di apprendimento, la loro mancata preparazione, l’opportunità di una figura di raccordo quale potrebbe essere il tutor di rete perché le reti da costituire o in costruzione possano avere una solidità che ne assicuri la durata e l’operatività, la sostanziale differenza con lo stage.

A questa lunga descrizione segue una sintesi in numeri, per dare un quadro rapido del lavoro svolto. 

In termini numerici

                Corsi

Iscritti

Formati

Istituti /Agenzia

  Donne

Uomini

1 - Tutor di rete

12

11

Foreda Toscana

8

3

2 - Tutor scolastico – “A”

11

10

Leonardo da Vinci

10

0

3 - Tutor Scolastico  - “B”

10

8

Leonardo da Vinci

8

0

4 - Tutor Scolastico

10

10

Cavour-Pacinotti

9

1

5 - Tutor Scolastico

10

8

Giotto Ulivi

6

2

6 - Tutor per IFS

9

8

Leonardo da Vinci

7

1

7 - Tutor per IFS – “A”

6

6

Giotto Ulivi

3

3

8 - Tutor per IFS – “B”

10

9

Giotto Ulivi

6

3

9 - Tutor per IFS

6

6

Giuseppe Peano

3

3

10 - Tutor aziendale

6

6

Foreda Toscana

2

4

11 – Tutor aziendale 

8

8

Foreda Toscana

2

6

12 – Tutor Aziendale

5

5

Foreda Toscana

1

4

13 – Tutor Aziendale

5

5

Foreda Toscana

2

3

Totale

108

100

Totale

67

33

                                                                                                             

Percentuale di successo 92,58%

 

La lingua dei numeri suggerisce qualche considerazione a quelle espresse nell’arco della narrazione. Ne proponiamo alcune che deduciamo da questo campione limitato e casuale. Precisiamo che  i dati raccolti non rispondono a una ricerca impostata con criteri scientifici, per cui non intendiamo attribuire loro un valore che va oltre la semplice constatazione. Tuttavia ci sembra che potrebbero aprire a un confronto con i tanti che hanno lavorato su questo segmento specifico e ci aiutano a capire la vastità del problema. Nella tabella successiva abbiamo aggregati gli stessi numeri in base ai corsi per comprendere meglio il fenomeno su cui ci piacerebbe riflettere.  

Per primo una conferma: la predominanza del genere femminile nella partecipazione ai percorsi formativi di tutor scolastico, come nella scuola italiana. Ma il 91,66% è di gran lunga superiore al 59% di professoresse presenti negli istituti scolastici secondari del nostro Paese[1] . E qualche domanda: Perché nei percorsi di tutor per l’impresa simulata le donne, pur restando la maggioranza, diminuiscono fino al 65,51%, mentre gli uomini salgono da poco più dell’8% al 34,48%?  La presenza  - o l’interesse? - femminile decade quando si parla di “impresa”? Forse  perché scegliendo in prevalenza corsi di studi umanistici, le donne hanno molte meno probabilità dei maschi di operare professionalmente in campi tecnologici o comunque produttivi[2]. E quanto può incidere questa formazione nei percorsi di alternanza?

Un riscontro, con tutti i limiti precisati sopra, lo ritroviamo nella partecipazione ai percorsi di tutor di rete e di tutor aziendali riservati ai non insegnanti. Nel primo la presenza femminile è stata del 62,5%, nel secondo di appena del 29,16%, meno della metà. Quasi che nel passaggio dal “prendersi cura” al lavoro il genere femminile si ritagli un ruolo secondario.   

 

Corsi

Totale

Donne

%

Uomini

%

1 - Tutor di rete

11

8

62,5

3

37,5

2 - Tutor scolastico

36

33

91,66

3

8,33

3 - Tutor per IFS 

29

19

65,51

10

34,48

4 - Tutor Aziendale

24

7

29,16

17

70,83

 

 

 

 

 

[1] Il dato proviene da una ricerca pubblicata dalla prof.sa Barbara Mapelli, docente di pedagogia delle differenze all’Università Bicocca di Milano: “La situazione cambia un po’ nella scuola secondaria di secondo grado dove le professoresse rappresentano in media il 59% del totale anche se le percentuali variano in base al tipo di istituto. Ad esempio, si sale all’85% nei licei pedagogici”. Cfr Stefania Prandi,  Il fatto Quotidiano 26 settembre 2014.  

In Germania le insegnanti sono  il 46,2%  (Cfr. Studio dell’Anief sulla condizione femminile nell’istruzione pubblica).   

[2] Cfr. Studio dell’Anief sulla condizione femminile nell’istruzione pubblica.